Economia, Lavoro, Credito

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La progressiva desertificazione produttiva della Sicilia richiede una visione strategica dell’economia siciliana che acceleri il passaggio dalla presenza di singole unità produttive – spesso eccellenze – ad una rete di distretti produttivi – anche transnazionali – inseriti in un ambiente dinamico sostenuto da una ricerca pubblica e privata adeguata, da un’alta formazione per tecnici e manager e da un’organizzazione finanziaria in grado di sostenere l’imprenditore innovatore. Per attrarre investimenti che diventino azioni strutturali di sviluppo occorre mettere in campo un adeguato sostegno fiscale per esenzione degli utili reinvestiti secondo un ben preciso programma di interesse collettivo. Serve anche un efficace sostegno bancario in grado di assicurare una continuità d’intervento nella fase di start up. Deve essere attuato un rigoroso sostegno delle certezze amministrative pubbliche, sia nelle regole che nei tempi, eliminando il deficit burocratico che frena il Mezzogiorno. Infine, serve una accelerazione della giustizia amministrativa che restituisca dignità al fattore tempo nei piani industriali delle imprese locali. Il lavoro deve tornare al centro delle politiche sia in termini di diritti dei lavoratori esistenti che in termini di generazione di nuovo lavoro nei nuovi campi professionali in cui la Sicilia può competere.

Sul fronte dell’attrattività la Quarta Rivoluzione Industriale offre opportunità nuove. Ma per coglierle occorrono infrastrutture adeguate per favorire il turismo, la valorizzazione dei beni culturali; ma anche la manifattura 4.0. Occorre saper valorizzare cultura e produzioni attraverso lo story-telling e aiutare le aziende buone, che esistono e considerarle bene comune...

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