Acqua, Energia, Rifiuti

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Acqua, Energia e Rifiuti: apparentemente tre materie molto distanti tra di loro, in realtà accomunate da numerosi punti di contatto: il sistema di gestione dei rifiuti attraverso gli ATO deriva dalla Legge Galli emanata più di 20 anni addietro per gestire le risorse idriche; la gestione dei grandi invasi artificiali è fondamentale per la produzione di energia idroelettrica; la possibilità di ricavare biometano dai rifiuti può costituire una componente importante della pianificazione energetica. Per non parlare dello stretto rapporto energia-rifiuti se si pensa ai termovalorizzatori e delle opportunità che consentirebbe la complementarietà tra impianti che trattano rifiuti solidi e acque reflue urbane.

I legami tra le tre materie sono evidenti già a partire dall’analisi delle criticità che ne condizionano la corretta gestione e rendono estremamente fragili le prospettive di sviluppo. Inoltre, una gestione corretta, moderna e integrata delle risorse idriche, del ciclo dei rifiuti e delle fonti energetiche, in un contesto di economia circolare volto alla riduzione degli sprechi e al recupero degli scarti e dei sotto-prodotti, risulta oggi indispensabile per una regione che vuole stare al passo con gli altri territori nazionali ed europei, nonché rappresenta un enorme potenziale di sviluppo economico e sociale, unitamente al miglioramento delle condizioni ambientali e della qualità della vita dei cittadini. Serve di un nuovo assetto organizzativo per ridefinire i confini degli ATO tenendo conto della (forse unica) necessità di far coincidere l’ambito di affidamento con la scala minima di impresa, di gestione sostenibile per il recupero dei costi e di ottimizzazione tecnica...

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