• inaugurazione cambiamenti
di Angelo Casano
Giorno 16 Gennaio ho avuto l’onore di prendere parte alla inaugurazione della nuova sede in via Libertà n.64 di “Cambiamenti” il nuovo spazio di confronto e incontro lanciato da Davide Faraone.
E’ stato un pomeriggio appassionante e ben speso all’interno di quelle mura così accoglienti e calorose, distante anni luce dal chiacchiericcio fastidioso quotidiano, dai tweet e dal web, dove pare che ultimamente si sia concentrato il dibattito politico italiano. Si coglie già da subito la distanza culturale profonda. E non sono solo quei quadri, che tracciano il confine di quelle stanze di pensiero, che riportano le frasi dei più celebri autori, artisti, saggi e pensatori siciliani a marcarne il confine. Sono gli sguardi, i movimenti, i sorrisi, i dialoghi intercorsi tra le numerose persone che hanno preso parte all’inaugurazione del nuovo “pensatoio” siciliano.A tracciarne il confine sono soprattutto i tantissimi volti che popolavano quel pomeriggio la nuova sede di “Cambiamenti”, gente comune, professori universitari, studenti, cittadini delle periferie palermitane. Così mi ritrovo a scambiare qualche parola insieme ai miei colleghi- che insieme a  me erano venuti all’inaugurazione- con una prof. del mio primo anno di medicina. Si parla appunto di didattica, delle nuove sfide del nostro corso di laurea, dell’università in generale. Più in la, invece, ecco che si avvicina un anziano barbuto con sciarpa rossa. Sorride e anche con quel tizio scambiamo qualche parola sulla Sicilia che non va, sul mondo che cambia così velocemente e sul nipote che lavora oggi a Londra come cameriere perché qui in Sicilia di lavoro non ne ha trovato.E’ questo è stato già un merito per “Cambiamenti”. Cogli subito, varcando la porta, che il clima è diverso. Non c’è stato alcun comizio, non ci è stato chiesto nulla, se non di dire le proprie idee, di discutere, di pensare. Ti accorgi che la realtà in cui viviamo non può esser riassunta a colpi di tweet, ne tanto meno con un tweet puoi dare risposta ai problemi della Sicilia di oggi. Non viene pronunciato alcun slogan ad effetto. Non serve, siamo lontani dal web. Qui ci si guarda negli occhi, si cercano i contenuti, ci si ascolta, si intrecciano relazioni umane. Questo forse non è già un bel punto di partenza?E’ quasi ora di cena, la gente inizia ad andarsene, con i miei amici ci soffermiamo a leggere le scritte di quei quadri: “La mafia sarà sconfitta da un esercito di maestri elementari”, “Come si fa a vivere senza Immaginazione”, “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”, qualcuna anche in dialetto “Avemu ‘n cori di speranza chinu chinu”, “Le nuvole non possono annientare il sole”. Sembrano banali, così non è. Quei quadri, quelle frasi, che ornano l’intere stanze di “Cambiamenti” fanno riflettere, ti fanno venire voglia di non arrenderti, che non è vero che tutto va male. Che la Sicilia è più forte. Che la Sicilia ha ancora bisogno di crederci in quelle frasi, che ha bisogno di più luoghi di incontro, dove poter parlare, discutere, conoscere, apprendere e perché no,luoghi dove poter continuare a sognare.

Una volta terminata la mia ultima sessione di esami, penso di ritornarci. E’ stato un bel pomeriggio, ma soprattutto ho riconosciuto l’importanza di aver aperto nel cuore di Palermo, nel cuore della Sicilia un posto così, così innovativo, così strano, così meravigliosamente riflessivo.